Fotovoltaico a film sottili di tellururo di cadmio, futuro o incubo ecologico?

08 giugno 2009
  

Fotovoltaico a film sottili di tellururo di cadmio, futuro o incubo ecologico?
La notizia della prossima messa in produzione da parte della società Arendi (del gruppo Marcegaglia) di pannelli fotovoltaici a film sottili di telloruro di cadmio ha suscitato un notevole interesse, sia per le promesse in fatto di economicità che per i possibili rischi per la salute.

Da una parte infatti si tratta di una tecnologia estremamente promettente, perchè il tellururo di cadmio vanta un maggior rendimento e maggiore stabilità nel tempo rispetto al silicio amorfo tradizionale. Grazie a questa catatteristica, l'impianto di Arese del gruppo Marcegaglia promette di realizzare pannelli solari fotovoltaici con costi per watt di picco molto bassi, ed alcuni si sono spinti a parlare di costi pari a circa un quarto dell'amorfo in silicio.

Ad oggi dovrebbe esserci al mondo solamente un'azienda che produce pannelli solari in telloruro di cadmio, ovvero la First Solar, una ditta che opera nel settore da molti anni. La produzione da parte della Arendi invece doveva iniziare in questi mesi, ma è stata spostata a fine 2009 per cause non comunicate.

Bene, direte voi, si tratta dunque di una tecnologia promettente che potrebbe farci avere energia dal sole a costi molto bassi.

C'è però un'aspetto non trascurabile da considerare. Sono in molti a dubitare della possibilità di utilizzare in frandi quantità qeusto materiale, per via della sua poca disponibilità sul mercato ma soprattutto per la sua tossicità. I prodotti a base di cadmio sono infatti generalmente molto tossici o addirittura cancerogeni, ed il cadmio è una sostanza bandita dalla Comunità secondo la direttiva Europea (RoHS), direttiva che vieta l’utilizzo di sostanza cancerogene in materiale elettrico e computers. La direttiva RoHS considera il cadmio come la terza sostanza più tossica fra quelle bandite, e riporta anche alcuni prodotti esenti da questa restrizione pur contenenti cadmio, prodotti fra cui però non compaiono i pannelli solari di questo tipo, che sarebbero di conseguenza soggetti alle limitazioni.

Il problema non è tanto legato all'utilizzo dei pannelli solari a film sottili di tellururo di cadmio, ma al loro smaltimento, ed immaginare un'ampia diffusione di questo materiale sanza averne preventivamente stabilito le norme per la rimozione e lo smaltimento sembra perlomeno prematuro.

Insomma, vale la pena rischiare la salute anche delle prossime generazioni senza maggiori dati sulla tossicità di questi prodotti e soprattutto regole certe per lo smaltimento?

(Nella foto: un "normale" pannello solare in silicio)



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