Il solare fotovoltaico non basta, neppure nel Sahara

16 novembre 2010
  

Il solare fotovoltaico non basta, neppure nel Sahara
L'Associazione europea dell’industria fotovoltaica (Epia) ha presentato a Bruxelles un documento che mostrerebbe la possibilità per i paesi della cosiddetta "sunbelt", ovvero la cintura compresa fra il 35esimo parallelo nord e sud del mondo, di coprire quasi interamente il proprio fabbisogno di energia elettrica con il solare fotovoltaico.

Il dossier, dal titolo "Sviluppare il potenziale del fotovoltaico nella fascia solare", spiegherebbe come nel giro di vent'anni, ipotizzando una riduzione del costo dei pannelli solari del 66%, si potrà arrivare in quell'area a produrre dai 260 ai 1100 gigawatt di energia. Curiosamente, fra i paesi inseriti nello studio non figurano gli USA, nonostante tutto il sud di quella nazione sia bel all'interno della sunbelt.

Passando allo studio, va notato come che fra 260 e 1100 gigawatt ci sia comunque una bella differenza; d'accordo che si tratterebbe di un'importantissimo risultato, ma occorre precisare che anche nella migliore delle ipotesi nessuna delle attuali centrali termiche (a carbone o a gas) potrebbe essere disattivata.

Se infatti durante il giorno non ci sono grossi dubbi sulla possibilità di produrre notevoli quantità di energia con il solare fotovoltaico, rimane da capire come possa essere fornita elettricità alle abitazioni durante la notte, così come alle aziende - che oggi sono molte di più rispetto a vent'anni fa - che hanno un ciclo produttivo di 24 ore.

Queste "boutade" sembrano dunque più pensate per eccitare l'opinione pubblica più che progettare effettive soluzioni, visto anche che i paesi della sunbelt sono perlopiù stati del terzo mondo nei quali le centrali termiche esistenti sono in uno stato disastrosamente inefficiente, così come la rete di distribuzione. Forse qualche centrale a gas moderna e ben progettata potrebbe fare di più nell'immediato che un progetto fantastico ma utopico.




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