Il fotovoltaico si può integrare, parola di Conergy

22 febbraio 2011
  

Il fotovoltaico e le energie rinnovabili rappresentano il futuro. Gli impianti fotovoltaici rovinano il paesaggio e dovrebbero essere banditi dai centri storici. Sono due facce della stessa medaglia, aspetti dello stesso tema che fa discutere amministrazioni e associazioni ambientaliste, alla ricerca del miglior compromesso che consenta di espandere l'utilizzo di questa tecnologia senza interferire troppo con i vincoli paesaggistici ed ambientali.

Ne ha parlato nei giorni scorsi anche Giuseppe Sofia, che di queste cose ha una certa esperienza: amministratore delegato di Conergy Italia, una delle principali aziende impegnate nel settore del fotovoltaico, Sofia ha le idee chiare in proposito. “Parlando di fotovoltaico bisogna fare dei distinguo" ha affermato. "C’è fotovoltaico e fotovoltaico e non si può parlare di fotovoltaico in termini generali e assoluti. In Italia i dibattiti si fermano troppo spesso alla discussione sul sì o sul no, portando sul piano politico scelte che non hanno a che fare con la politica. Il dibattito energetico deve invece essere centrato sul come. Anche il cibo più sano, se consumato in quantità eccessiva o nei momenti sbagliati, può fare male. Nel settore fotovoltaico una regolamentazione è certamente necessaria. Spesso si accusano gli impianti fotovoltaici di causare danni ambientali e paesaggistici e non si può negare che vi siano casi di impianti con elevato impatto visivo e di pregio estetico discutibile, ma, dall’altra parte, non si può nemmeno negare che vi sia una moltitudine di interventi studiati e realizzati nel più attento rispetto dell’ambiente circostante nonché del patrimonio storico, architettonico e turistico della zona d’installazione”.

“Il fotovoltaico" prosegue Sofia "trova la sua massima convenienza come soluzione energetica quando è installato nei pressi dell’utenza o, meglio ancora, ‘al di sopra’ dell’utenza (su tetto). È quanto per esempio è avvenuto con gli impianti installati da Conergy per il Grand Hotel Serena di Torre Canne di Fasano (Brindisi), nel cuore di un territorio a elevata valenza storica, paesaggistica e turistica. Questo impianto è totalmente integrato nelle pensiline del parcheggio dell’hotel e rappresenta un ottimo esempio di eco-sostenibilità perché preserva contemporaneamente ambiente ed estetica e si inserisce in modo armonico nel contesto circostante, caratterizzato da ampie zone verdi e a pochi passi dal mare. Integrando i moduli fotovoltaici sulle pensiline si è raggiunto il duplice risultato di produrre energia pulita e di installare gli impianti in modo ‘invisibile’ e poco impattante”.

“Un'altra delle accuse rivolte al mondo delle energie alternative" conclude Sofia "è di ricevere finanziamenti pubblici e quindi di gravare sulle tasche dei cittadini. Tale considerazione non può e non deve prescindere da altre riflessioni: in primo luogo, gli incentivi non dureranno per sempre e hanno lo scopo di traghettare il settore del fotovoltaico verso l’auto-sostenibilità. Il caso esemplare della Germania ci dimostra come gli incentivi, se ben pilotati, possano portare l’industria del fotovoltaico alla diminuzione dei costi. In secondo luogo, non bisogna dimenticare che, in passato, dalle bollette sono stati ricavati contributi decisamente più consistenti per settori energetici ben più inquinanti. Vi è d’altra parte un’intesa internazionale sul fatto che le energia rinnovabili – eolico e solare in primis – saranno un’importante soluzione ai problemi energetici, a bassissimo impatto sull’ambiente e credo che la maggior parte dei cittadini italiani sia d’accordo sull’importanza di sostenere soluzioni energetiche rinnovabili e a zero emissioni. Nell’analisi dei costi del fotovoltaico, inoltre, deve essere assolutamente considerato anche il fatto che, se l’impianto viene realizzato nei pressi dell’utenza, ci sono delle grandi economie in termini di costi di infrastrutture per il trasporto dell’energia. La produzione di energia senza emissioni, infine, elimina i costi indiretti che, nel caso della produzione convenzionale, sono connessi al riscaldamento globale e ai costi sanitari legati alle polveri sottili”.




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