Perchè gli incentivi fanno male al fotovoltaico

24 maggio 2011
  

Perchè gli incentivi fanno male al fotovoltaico
Si è da poco concluso il convegno Expocomfort ed Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano presso Fiera Milano, e la prima riflessione che ci viene alla mente è che tutto lo sviluppo del settore sembra incentrato sugli incentivi pubblici invece che sulla ricerca.

Ripediamolo fino alla nausea: l'attuale tecnologia del solare fotovoltaico è talmente inefficiente che solo grazie a generosissimi incentivi pubblici (leggi: Conto Energia) gli utenti possono arrivare a coprire le spese e sperare di ottenere un guadagno nel lungo termine. Se - e ripetiamo se - questi incentivi rimarranno a livello attuale. In Australia ad esempio una misura equivalente a quella del Conto Energia è stata bruscamente ridimensionata dal governo di sinistra, che ha portato il prezzo per kWh offerto ai proprietari di impianti da 60 centesimi a 40 centesimi. I motivi sono diversi, ma gli scandali legati alla scoperta di costi gonfiati da parte di alcuni installatori ed impianti difettosi o installati in modo insicuro, hanno contribuito pesantemente sulla decisione.

Cerchiamo poi di spiegare bene un'altra cosa, che sembra sfuggire ai più: questi cosiddetti incentivi sono semplicemente soldi provenienti dalle tasche di tutti i cittadini, denari versati dai contribuenti per pagare una produzione altamente inefficiente di energia elettrica ad un prezzo esageratamente alto.

Il problema però non è tanto lo spreco di denaro pubblico: ben venga se servisse a incentivare lo sviluppo. Sviluppo però che paradossalmente sembra essersi arrestato da quando molti paesi hanno dato il via a campagne di incentivazione. Vediamo di capire il perchè: le aziende hanno visto nei vari Conto Energia un modo per continuare a produrre impianti solari fotovoltaici di vecchia concezione, altamente inefficienti, che non avrebbero mai potuto piazzare sul mercato probabilmente se non fosse stato per gli incentivi. Impianti che senza il Conto Energia probabilmente verrebbero venduti ad una frazione del prezzo che viene proposto attualmente.

Se i soldi investiti negli incentivi fossero stati destinati alla ricerca, forse adesso avremmo moduli fotovoltaici più economici e/o più efficienti.




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