La guerra degli USA contro il solare fotovoltaico cinese è un pericolo per tutti

21 luglio 2012
  

La guerra degli USA contro il solare fotovoltaico cinese è un pericolo per tutti
Da un presidente degli Stati Uniti democratico ci si aspetterebbe una maggiore apertura geopolitica verso la Cina, un paese che sta rapidamente passando da un feroce regime totalitario ad una realtà che - pur ancora contrastata - appare in grado di rendere enormemente migliore la vita di centinaia di milioni di persone con investimenti in infrastrutture, produzione di cibo e ricerca di fonti di energia alternative.

Proprio la "fame" di energia da parte della Cina, resa indispensabile dal tasso di crescita tutt'ora elevatissimo se confrontato a quello delle economie occidentali, ha portato il paese asiatico a finanziare pesantemente le aziende del solare fotovoltaico, ed il mercato ha già iniziato ad apprezzare moduli prodotti in Cina che - seppure di qualità ancora inferiore ai migliori prodotti europei - hanno però prezzi notevolmente inferiori e sono in grado di ridurre il costo di generazione per ogni singolo kWh di energia prodotto.

Tutto bene, dunque? Con l'ingresso delle aziende cinesi nel settore delle energie alternative la ricerca dovrebbe progredire rapidamente riducendo i costi per i cittadini e contribuendo a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Un risultato a cui anche Barack Obama sembra a parole voler puntare.

Ed invece sembra proprio di no. Qualche mese fa infatti gli Stati Uniti hanno applicato due nuovi dazi di impostazione ai componenti per la generazione di energia fotovoltaica prodotti in cina, dazi pari al 35% del costo del prodotto. Una tassa enorme, volta ovviamente ad impedire l'importazione di prodotti più economici e che renderà la produzione di energia solare da parte dei cittadini americani molto più costosa. Il tutto senza che nessuna delle grandi star di Hollywood, sempre pronte a farsi vedere in giro alla guida di Toyota Prius ed a supportare il movimento ecologista, avesse nulla da ridire.

La guerra commerciale iniziata dagli USA potrebbe avere presto ripercussioni, visto che da Beijing sono arrivate voci su possibili misure antidumping e dazi sull'importazione di materiali per la produzione di pannelli solari dagli Stati Uniti, alimentando una spirale di crescita dei costi che limiterebbe fortemente la crescita del settore in tutto il mondo, tanto che la Coalition for Affordable Solar Energy, un gruppo americano che rappresenta gli installatori di impianti solari, ha sollecitato sia gli USA che la Cina ad abolire ogni forma di dazio, visto che ogni costo aggiuntivo sul solare fotovoltaico lo rende meno competitivo rispetto ai combustibili fossili.

"Vogliamo ridurre i costi [del solare fotovoltaico] non aumentarli artificialmente, la riduzione dei costi dei sistemi solari dovrebbe essere un obiettivo condiviso da tutto il mondo" ha dichiarato il presidente del gruppo Jigar Shah all'agenzia di stampa Reuters.



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