Il futuro dell'energia solare: produzione centralizzata o localizzata?

22 luglio 2013
  

Il futuro dell'energia solare: produzione centralizzata o localizzata?
Nel deserto del Mojave in America, in una zona desolata in mezzo al nulla assoluto, è stata costruita la più grande centrale solare a concentrazione per la produzione di energia elettrica del mondo, un'impressionante realizzazione in grado di produrre 392MW grazie ad un enorme array di specchi che concentra la luce solare su un ricevitore collocato in cima ad una torre, ricevitore che fa bollire acqua e produce il vapore necessario per azionare le turbine.

Si tratta di un impianto gigantesco, distribuito su una superficie di diversi ettari, ma non è certo l'unico in questa parte del mondo, visto che appena a nord, in Nevada, ne troviamo un altro simile in grado di produrre 110MW, mentre nel deserto della California, ad ovest da qui, First Solar ha quasi completato la costruzione di una centrale fotovoltaica da 250MW e SunPower ha iniziato a costruirne una da 579MW.

Nonostante questi enormi progetti già realizzati o in via di realizzazione (ed altri appena più a nord), non è ancora chiaro se il futuro dell'energia solare debba risiedere in progetti di grande scala come questi, visto che l'investimento necessario per la costruzione è decisamente elevato e perchè non ci sono molte località anche in un paese grande come gli Stati Uniti dove sia possibile costruirli.

Il futuro potrebbe dunque essere composto da progetti ben più piccoli e distribuiti, localizzati vicino a dove è maggiore il consumo di energia, ed una componente importante è data anche da piccoli e piccolissimi impianti montati sui tetti di aziende ed abitazioni private.

Qui in Australia ad esempio oramai circa il 30% delle case ha un impianto fotovoltaico, e questo - insieme con l'aumento di efficienza degli elettrodomestici ed il maggiore isolamento delle case - ha causato un deciso calo nel consumo di energia elettrica negli ultimi anni, ma soprattutto sta rendendo inutile investire nel potenziamento della rete di distribuzione, cosa che negli ultimi 10 anni ha comportato il maggiore aumento del costo per kWh.

Il vantaggio del solare fotovoltaico è che può essere realizzato ovunque ci sia il sole, è facile da installare, fortemente scalabile da pochi pannelli a migliaia di pannelli. Certo, installare pannelli solari sul tetto costa più che montarli su strutture a terra, ma in quest'ultimo caso va considerato anche l'investimento necessario per acquistare il terreno, mentre lo spazio sui tetti è solitamente inutilizzato.

Proprio la localizzazione vicino a dove l'energia viene consumata farà sì che la generazione distribuita modificherà sostanzialmente il modo in cui le società elettriche distribuiranno l'energia, passando da un sistema a raggiera, da un punto centrale ad una serie di clienti, ad una griglia in cui i punti di generazione saranno di più e più distribuiti sul territorio.

E con il crescere di efficienza degli impianti, la riduzione dei costi dei pannelli e delle batterie, sembra facile prevedere che in un vicino futuro molti saranno in grado di staccarsi completamente dalla rete, come sta avvenendo qui in Australia. Impianti che alimentano pacchi di batterie al litio con il surplus durante il giorno per poi usare quell'energia durante la notte, con un piccolo generatore diesel come backup ed in caso di picchi di richiesta sono già comparsi, ed a un costo ragionevole, sarà questa la via del futuro?



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