Sistemi di accumulo, è questo il futuro del fotovoltaico per le abitazioni private?

25 agosto 2013
  

Sistemi di accumulo, è questo il futuro del fotovoltaico per le abitazioni private?
Qui in Australia la maggioranza degli stati ha ridotto sensibilmente la FiT (Feed in Tarif, ovvero la cifra pagata per ogni KWh prodotto ed immesso in rete), passata in Victoria a soli 8 centesimi di dollaro per KWh. Si tratta comunque di una cifra superiore al costo di produzione dello stesso KWh, ma è evidente che il meccanismo degli incentivi fuori mercato rappresentasse semplicemente una sovvenzione pubblica e non un sistema sostenibile per il lungo termine.

Ma il costo principale di un KWh consumato in un'abitazione privata non è causato dal costo di produzione dell'energia, ma soprattutto dal costo della distribuzione, o perlomeno dal costo dell'investimento nell'infrastruttura di distribuzione: pali e cavi, per intenderci, che devono essere in grado di sostenere i picchi di consumo anche se il consumo medio per una casa rimane lo stesso o addirittura diminuisce grazie all'adozione di lampadine a basso consumo ed elettrodomestici più efficienti.

Inoltre, nella maggioranza dei casi il consumo di un'abitazione è fatto nel tardo pomeriggio e nella sera, momenti durante i quali la produzione fotovoltaica è scarsa o nulla, andando così a consumare energia a prezzo pieno ed a produrre energia durante il giorno che frutta solamente 8 centesimi per KWh.

Le soluzioni a questo problema sono sostanzialmente due: acquistare un'impianto fotovoltaico di dimensioni appena sufficienti a coprire i propri consumi o poco meno, oppure ricorrere ad un sistema di accumulo. I sistemi di accumulo sono pensati per immagazzinare l'energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico per essere poi utilizzata la sera o la notte, con una centralina elettronica ed un pacco batterie. Il vantaggio principale è che un impianto solare fotovoltaico non necessita di richiesta all'Enelo, GSE o contatore doppio, perchè non è connesso alla rete. La rete rimane connessa solamente in caso di problemi o emergenze (o consumi particolarmente elevati).

Fino ad ora il costo di un sistema di accumulo era proibitivo per un'utenza domestica, a meno di situazioni particolari come case in posizioni isolate e lontane dalla rete elettrica. Adesso sul mercato cominciano ad apparire sistemi compatti e soprattutto  con un costo ragionevole, costo che viene comperto in parte dal risparmio dovuto al diverso tipo di installazione dell'impianto solare.

Il sistema di accumulo carica un gruppo batterie in presenza di una eccedenza di produzione fotovoltaica rispetto al consumo istantaneo dell'utenza, gestisce i cicli di ricarica e scarica delle batterie, commuta automaticamente l'alimentazione della utenza staccandola istantaneamente dalla rete (EFM) e ricollega sempre automaticamente l'utenza alla rete a batterie esaurite.

L'utilizzo diffuso di sistemi di accumulo permetterebbe di ridurre il carico globale sulla rete elettrica, evitando di dover investire nell'infrastruttura e riducendo i costi globali del sistema, non solo quelli della generazione dell'energia.

Nella foto: il sistema di accumulo di Seven (www.seven7.org)



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